A chi si rivolge:
Motivazione e finalità:
Obiettivi ambiziosi, quelli che l'Italia conta di raggiungere nel settore delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica al 2020 ma con un quadro di incentivi necessari allo sviluppo del settore ancora incerto per gli investitori. Il recepimento della direttiva 2009/28/CE sugli obiettivi 2020 è atteso per il prossimo 5 dicembre e la delega al Governo contenuta nella Comunitaria 2009 prevede una revisione del sistema di incentivazione, oltre alla semplificazione degli iter autorizzativi, e l'istituzione di un meccanismo di trasferimento statistico tra le Regioni di quote di produzione da rinnovabili, Mentre si discute per l'adeguamento delle normative regionali alle linee guida rinnovabili, pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 18 settembre, di focale importanza il riassetto del quadro delle incentivazioni.
L'obiettivo è innanzitutto quello di avere "sistemi più stabili nel tempo", attraverso aggiornamenti con "cadenze fisse" che tengano conto dell'evoluzione tecnologica così come è stato fatto con il nuovo conto energia del fotovoltaico.
Questo mentre il valore connesso al principale meccanismo di sostegno alle rinnovabili (i certificati verdi) rischia un nuovo stop per il 2011.
Infatti venuto meno il tentativo di riforma con il passaggio dell'obbligo dai produttori ai venditori di energia elettrica, introdotto con la legge 99/2009 e successivamente dilazionato e infine abrogato, mentre per i certificati connessi all'energia del 2010 è in vigore il meccanismo di ritiro, introdotto dalla legge Finanziaria 2008 poi regolamentata dall'articolo 15 comma 1 del DM 18/12/2008, con un prezzo riconosciuto ai certificati in eccesso pari alla media dei prezzi del triennio precedente, qualora non vi sia un riequilibrio attraverso atti legislativi, tra la domanda di certificati e l'offerta (oggi in eccesso di oltre il 60%) il rischio è quello di una nuova corsa al ribasso del prezzo dei certificati, per i quali rimane comunque in vigore l'articolo 2, comma 149, della legge n. 244/07 che prevede che, a partire dal 2008 e fino al raggiungimento dell'obiettivo minimo della copertura del 25% del consumo interno di energia elettrica il GSE ritiri i certificati verdi, in scadenza nell'anno al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell'anno precedente.
Un meccanismo in realtà inutile, dovendo gli operatori attendere tre anni e senza certezze sul futuro prezzo di ritiro. Tutto mentre la crisi e il conseguente arretramento della domanda elettrica a livelli del 2002 rende il mercato dell'energia definitivamente lungo e non più ricco (tranne in Sicilia per ora) come un tempo per i produttori con la conseguenza che i business plane che prevedevano una valore dell'energia a livelli pre‐crisi (i 100 €/MWh per il base load) devono essere pesantemente rivisti.
La giornata di studio attraverso l'intervento degli operatori del settore si propone di analizzare il nuovo scenario di sviluppo del mercato delle fonti rinnovabili, connesso al valore degli incentivi e dell'energia, per dar modo a tutti i soggetti coinvolti nel meccanismo, ed in primis ai produttori da fonte rinnovabile, di chiarire quali saranno i valori dell'incentivo e dell'energia verde nel breve e nel medio periodo.
Per informazioni e iscrizioni:
NE Nomisma Energia, Segreteria Organizzativa
Tel: + 39 348 10 66 230
